02/10/2017

QUANDO IL LAVORO AGILE DIVENTA REALTA’ GRAZIE ALLA TECNOLOGIA.

Dall’approvazione della legge sullo smart working a come effettivamente le aziende si sono strutturate per applicarlo, a favore di una maggiore efficienza e benessere dei propri dipendenti.

Vimercate (MB), 2 ottobre 2017- Il dipendente in trasferta, la mamma lavoratrice che deve avere orari flessibili per gestire impegni professionali e bambini piccoli, il professionista “fuori sede”, la collaborazione con una rete di partner esterni….. Lo chiamiamo smartworking o lavoro agile riferendoci a tutti quei casi in cui il lavoro di una risorsa non è vincolata alle classiche otto ore in ufficio. C’è voluto molto affinché questo modello lavorativo fosse accettato, ancora il processo culturale è in atto, ma quantomeno ora c’è una legge che regolamenta il così detto lavoro agile e sempre più aziende stanno adeguando la loro organizzazione aprendosi a questo nuovo modello lavorativo.

Il lavoro oggi non è più vincolato alle pareti dell’ufficio. E sono proprio nuove tecnologie a facilitarne lo sviluppo anche in Italia.

L’ultimo nato in casa ALE, che opera sotto il brand Alcatel-Lucent Enterprise, si chiama Rainbow e rispetta tutte le caratteristiche necessarie per agevolare e accompagnare l’evoluzione digitale e la trasformazione dei modelli lavorativi delle aziende.

In cosa consiste? In una piattaforma innovativa per la gestione dei contatti, basata su tecnologia cloud ibrida, capace di mettere in collegamento colleghi, contatti business, dati e sistemi. Una soluzione efficace e immediata che opera per incrementare la competitività e agevolare la conciliazione dei tempi di vita e lavoro per il benessere del business e dei lavoratori stessi.

“Lo smartworking è il futuro verso cui le aziende, anche italiane, si stanno dirigendo. È una particolare tipologia di lavoro che supera le barriere culturali che hanno sempre legato la produttività di un dipendente al luogo in cui l’attività viene svolta e inaugura così un nuovo approccio professionale che attribuisce il giusto valore al prodotto del lavoro.- Commenta Luciano Boccucci, executive coach e managing partner di NoStopEvolution – questa modalità di lavoro offre indubbiamente maggior flessibilità all’organizzazione, permettendo ai dipendenti di connettersi ovunque e con qualsiasi dispositivo, ma un elemento particolarmente interessante nasce dal fatto che lo smart working rende un posto di lavoro più appetibile. D’altro canto le principali perplessità su questo modello lavorativo sono la mancanza di controllo dei dipendenti e quindi un calo di efficienza. La mancanza di regole definite e responsabilità chiare può rappresentare un ostacolo, ma è un problema di cultura aziendale.” 

“Rainbow è la risposta al cambiamento dei modelli lavorativi e alla trasformazione digitale delle aziende in corso. Come Communication Platform-as-a-Service (CPaaS), la sua architettura aperta permette di offrire un set di servizi in grado di integrarsi con applicazioni e processi aziendali specifici, traducendosi in un prodotto tailor made: un’applicazione dalle funzionalità personalizzate a seconda del settore di competenza e delle esigenze. – spiega Marco Pasculli, VP Head of Communications Business Engine di ALE, Alcatel-Lucent Enterprise – “La gestione dei contatti, l’instant messaging, le chat e le chiamate audio/video ovunque, la condivisione dello schermo e dei file, il click-to-call o la chat bot. Tutto indipendentemente dai sistemi di comunicazione già esistenti in azienda. Questi sono solo alcuni esempi delle funzionalità di Rainbow; grazie alla flessibilità del cloud ibrido le potenzialità di sviluppo sono davvero infinite”. 

In Italia sono più di 250mila, nel solo lavoro subordinato, i lavoratori che usufruiscono di una forma di lavoro agile in termini di luogo, orario e strumenti utilizzati: l’equivalente del 7% circa del totale di impiegati, quadri e dirigenti. Ad adottare il lavoro agile e ad aver realizzato nel 2016 progetti strutturati in questo campo è ormai il 30% delle grandi imprese, quasi il doppio rispetto al 17% dello scorso anno, a cui si aggiunge un buon 11% che dichiara di lavorare secondo modalità "agili" pur senza aver introdotto un progetto sistematico*.

La diffusione dello smart working si inserisce in uno scenario di più generale trasformazione dei modelli di business che caratterizza l’attuale periodo storico. La tendenza e la necessità delle imprese di fare rete con i propri collaboratori esterni, piuttosto che l’evoluzione delle modalità di customer care e comunicazione al cliente h24, mettono al centro bisogni nuovi come la facilità e la velocità di connessione, la sicurezza e la privacy nello scambio di dati, l’interconnessione dei device e la personalizzazione delle applicazioni aziendali.